Prove di Dialogo – I valori dell’Islam e della cultura islamica

mercoledì 24 febbraio 2016

Si svolgerà il prossimo 27 febbraio, a partire dalle 18,30, nel Teatro Don Bosco dei Salesiani di Brindisi la conferenza/dibattito dal titolo: “Prove di Dialogo” – I valori dell’Islam e della cultura islamica.

 
All’iniziativa, organizzata da Marcello Petrucci, presidente di Casa Betania, hanno aderito: Associazione Compagni di Strada, Associazione Migrantes, Cooperatori Opera di Santa Dorotea, Manifesto Quattro Ottobre, Salesiani di
Brindisi, Caritas Diocesana, Settimana dei Bambini del Mediterraneo, Rotary Club Brindisi Appia Antica, Gruppo Educhiamoci alla Pace, CSV Poiesis Centro Servizi Al Volontariato Brindisi.
Obiettivo della manifestazione rivolta all’intera cittadinanza e in particolare a coloro che operano nell’ambito dell’accoglienza a persone in difficoltà (molte delle quali provenienti da paesi musulmani) è accrescere la conoscenza della cultura islamica per favorire un dialogo rispettoso e costruttivo
oltre che interreligioso.

 
A spiegare nel dettaglio i principi cardine dell’Islam e della cultura islamica sarà Sharif Lorenzini, Presidente della Comunità Islamica d’Italia (CIDI), Portavoce ufficiale del Consiglio Islamico Supremo dei Musulmani in Italia (Cismi), nonché Vice Presidente del Consiglio Supremo dell’Islam in Italia (CSI).

 
“Da portavoce di coloro che rappresentano l’Islam in Italia – annuncia Lorenzini- posso affermare innanzitutto che si tratta di una religione nata 1438 anni fa. Basta leggere i libri di storia e capire come ha portato civiltà (con la realizzazione delle prime università anche in Europa) vivendo e convivendo con culture diverse e conservando le culture e le religioni del posto proprio perché, di fatto, costituisce un sistema integrato di vita. Dio, nell’Islam “Allah”, propone un sistema di concezione e conduzione che va in questa direzione. Tra i principi fondamentali dell’Islam annovero la tutela e la salvaguardia della vita umana e della libertà di agire, della proprietà privata e della purezza della discendenza. Allora l’Islam può mai essere fonte di guerra o di terrorismo? Come ogni religione sana, Dio (Allah) non può desiderare il male dell’umanità perché se ha fatto vivere l’uomo sulla terra è per costruirla e per raggiungere l’equilibrio sia interiore, sia esteriore insieme agli altri senza nessuna discriminazione, né di carattere razziale nè religioso perché spetta solo a Dio il giudizio universale”.

 
Nel corso dell’incontro, al quale seguirà un dibattito, si discuterà anche dell’approccio dei volontari nei confronti di centinaia di fratelli e sorelle, in fuga dalla guerra e dalla disperazione, che bussano alla nostra porta in cerca di solidarietà e assistenza.
“Abbiamo deciso di partecipare a questo evento –continua Lorenzini– perché vogliamo dimostrare che per noi musulmani, oggi più che mai, è necessario camminare uniti insieme per costruire la pace in ogni angolo della terra, soprattutto dove si uccidono uomini, donne e bambini innocenti. Per questo abbiamo la necessità di cooperare insieme per dare ai nostri figli un futuro diverso nel quale le differenze culturali, religiose ed economiche debbano diventare strumenti di solidarietà e non pretesti per uccidere in nome di Dio

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