Chiesa

Il tempio, di stile basilicale con particolari romanici riflette la grandiosità propria dell'arte romanica. La Chiesa è composta di tre navate, forma tipica dekke basiliche costantiniane. La sommità della facciata è adorna di una cornice a dentelli ed archetti, tagliata da un'edicola nella quale capeggia (sic.) la statua del Sacro Cuore. La imponenza maestosa della costruzione e la luce abbondante contribuiscono a formare un'atmosfera di austera religiosità. La nave centrale termina ad abside rotonda, coperta a calotta emisferica. La pittura che l'adorna, dei fratelli Palmisano di Brindisi, si ispira ai mosaici ravennati del VI secolo e personifica, come nelle grandiose basiliche romane, la Chiesa "ex gentibus" e la Chiesa "ex circumcisione". Betlemme e Gerusalemme hanno pieno risalto sullo sfondo azzurro e sono incorniciate da nuvole d'oro. Al centro domina una grande croce gemmata in l'aureola circolare rappresentante la gloria della Croce. In un piano inferiore le figure sono poggiate su un prato verde sparso di fiori: i palmizi, ai due lati, a indicare gli alberi del Paradiso; al centro l'Agnello nimbato, simbolo di Cristo, posto su di un monte da cui scendono quattro fiumi, simbolo dei quattro Vangeli; nei lati ci sono dodici agnelli raffiguranti gli apostoli.
Copre il fondo dell'abside, staccato completamente da essa e dall'altare che sorge davanti, un trittico in legno coperto di oro zecchino, della ditta Mussner doi Ortisei (Bolzano). Nella pala centrale Gesù dice ai fedeli con le braccia allargate e con lo sguardo misericordioso:"Venìte ad me omnes qui laboratis et onerati estis et Ego reficiam vos". I due pannelli laterali rappresentano Angeli in adorazione e la teoria si allunga fino a costituire un semicerchio dietro all'ímmagine della pala centrale, e la figura del Sacro Cuore acquista così una bella visione di rilievo. Motivo ornamentale e che termina il trittico nella parte superiore sono due alte guglie ai lati estremi e tre palette raffiguranti San Giovanni Bosco al centro, San Francesco di Sales a sinistra e Santa Margheríta Maria Alacoque a destra. Fra il sovra ornato a guglie e la pala centrale, nella lunetta mistilinea, quasi a complemento e riempitivo, è dipinto Dio, come la tradizionale iconografia cristiana ce lo rappresenta: atteggiamento maestoso e una lunga barba. Tutte le pitture sono di Di Domenico, di Napoli. Davanti al trittico sorge l'altare maggiore che spicca. Un ampio presbiterio dà comodità di svolgere le sacre funzioni con, ai lati, quattro nicchie che aspettano statue ornamentali. Dieci eleganti e slanciate colonne sostengono il corpo dell'edificio. Sono sormontate da un magnifico capitello bizantineggiante tutto in stucco; il pulvino non stilizzato, ma abbellito da foglie di acanto. La struttura componente il tetto è con soffitto cassettonato. L'interno, di giorno, riceve luce da piccole finestre, strette lunghe, con vetrate a fiorami, di maestranze torinesi della Ditta 7anni, di bello effetto coloristico; a sera la chiesa, illuminata da luce diffusa, impianto della Ditta Sielte di Roma, acquista un aspetto interessante. Si direbbe quasi che è più bella di sera. Altri tre altari di marmi policromi, tutti intonati all'architettura generale,adornano il sacro Tempio. Sono piuttosto piccoli e addossati alle pareti, dedicati rispettivamente a Maria Ausiliatrice, a San Giovanni Bosco e a San Giuseppe. Un particolare dei quadri: tra i fanciulli che attorniano il Santo dei giovani, l'autore ha voluto immortalare i tre figliuoli del Conte Salvatore Balsamo, fratello di Donna Grazia e anche egli ammiratore e benefattore delle opere salesìane. San Giuseppe sparge abbondanti rose sul sottostante Istituto. L'immagine della Madonna e del Bambin Gesù che delicatamente tiene in braccio è bellissimo ha una cornice cuspidata e liscia a linee spezzate che adorna la pittura, di oro zecchino, è abbellita da due leoni accovacciati in basso; e in alto da due putti alati che reggono due lampade. La tribuna dell'organo, posta sul pronao è diviso in tre archi a tutto sesto sostenuti da quattro agili colonnine; una leggera balaustra unisce il tutto.
Il tempio fu voluto dalla contessa donna Grazia Balsamo e dalla sua fondazione è retto dalla Congregazione salesiana.

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